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Se passa la legge Fiano al Senato, si rischiano 2 anni di galera per una foto di Mussolini sui social


La legge folle sull’apologia del fascismo di Emanuele Fiano è passata alla Camera, ma difficilmente passerà al Senato. Se dovesse passare e diventare legge si rischieranno due anni di carcere per una foto di Mussolini pubblicata sui social. Il Giornale elenca tutti i rischi che si possono correre con questa infame legge contro la libertà di pensiero.

Un solo articolo, mille divieti. La proposta di legge Fiano, ieri approvata dalla Camera, prevede l’introduzione dell’articolo 293-bis del codice penale che punisce la «propaganda del regime fascista e nazifascista». Da sei mesi fino a due anni di carcere per «chiunque propaganda i contenuti propri del partito fascista o del partito nazionalsocialista tedesco». Anche «attraverso la produzione, distribuzione, diffusione o vendita di beni raffiguranti persone, immagini o simboli a essi chiaramente riferiti, o ne richiama pubblicamente la simbologia o la gestualità». Si rischia il carcere per una bottiglia di vino, un busto o un saluto romano. E vagli a spiegare, a Fiano, che si trattava solo di una goliardata.

GADGET

I primi obiettivi dichiarati della «mano dura» del Pd contro i «fascisti» sono proprio i commercianti che campano grazie alla vendita di bandiere, spille, capoccioni di Mussolini e le intramontabili bottiglie di vino. E non ci sono soltanto i negozi fisici, ma è prevista una stretta per chi vende i souvenir del Ventennio online. Siti internet come Ferlandia o Predappio Tricolore sono a rischio oscuramento e i gestori potrebbero patire le aggravanti (pena aumentata di un terzo) stabilite dalla norma.

LOCALI PUBBLICI

Nel panico non ci sono soltanto i proprietari di negozi e botteghe dedicate esclusivamente alla vendita di cimeli nostalgici. Ha fatto discutere, questa estate, il caso del lido «fascista» di Chioggia, il cui titolare Gianni Scarpa è già accusato, con le attuali leggi, di apologia di fascismo. Con la legge Fiano avrebbero buttato la chiave per un capanno arredato con foto di Mussolini e un po’ di cartelli su «regole, ordine, disciplina e pulizia». La stessa sorte potrebbe toccare a molti ristoranti sparsi per l’Italia, dall’arredamento fascisteggiante, dove si serve il Sangiovese di Predappio ornato da etichetta mussoliniana. Due esempi? Il Federale, ad Artena in provincia di Roma, dove si può ordinare la Zuppa del fascio littorio, innaffiata da vino Nero o Bianco dell’Asse. Nel mirino della legge anche il ristorante Da Oscar, a Milano, «locale informale con immagini goliardiche del Ventennio».

SALUTI ROMANI

Naturalmente, di braccia tese manco a parlarne. Sarà fuorilegge il rito del «presente», gridato per i caduti della Rsi o per i morti missini e neofascisti degli anni di piombo. Con le aggravanti telematiche, andranno in galera pure tutti quelli che postano sui social frasi o selfie riconducibili al fascismo o al nazismo. Nemmeno per scherzo. Rimane tranquillo chi i cimeli se li tiene a casa sua. Ma se la legge dovesse passare al Senato sarà costretto a nascondersi.

Con fonte Il Giornale

Redazione il riscatto nazionale.net



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